Picasso, ti capisco.
Anch’io non posso fare a meno degli dei della Natura…
[Fotografia L. Borgna, Picasso Museo Antibes, gennaio 2026]

In questi giorni mi trovo in Costa Azzurra, a gironzolare per musei. Incontro i grandi – fauves, impressionisti e sperimentatori che esplorano l’inconscio attraverso il surrealismo. Artisti che, grazie a tracce leggere o incisioni profonde, con pennellate a colori o in bianco e nero dicono l’amore tra Sulphur e Sal – lo zolfo vitale, il Sole del Mediterraneo, la macchia odorosa, i frutti di mare – nello scorrere sanguigno del Mercurius Duplex.
Nei gruppi di formazione e negli incontri di terapia, al Metodo TD® si sposano bene le sperimentazioni che fanno delle opere figurative dei grandi un campo esperienziale dell’anima.
Ho cominciato a proporre sessioni di Artdramma© all’Università di Torino – nel 2001, un workshop per il Corso di Teorie e Tecniche delle Dinamiche di Gruppo con Maurizio Gasseau. Il laboratorio si intitolava: Il gruppo nella Storia dell’Arte. Che esperienza meravigliosa…
La gita di quest’anno mi porta a tirare in ballo molte immagini archetipiche che evocano un Diavolo vivace, un quindicesimo Arcano pieno di brio. Non vedo l’ora di portare al nuovo gruppo di discenti del Corso Base alcuni dipinti che ho particolarmente apprezzato. Sarà senz’altro un momento… panico!

A proposito di Pan!
Se l’Olimpo raduna in gruppo tutti gli aspetti, celesti e terreni, dell’essere divino, è soprattutto Dioniso ad accogliere la creatura panica con gioia, anche perché un personaggio siffatto si sposa bene all’estetica del suo corteo, si intona al sileno dalla natura selvatica, al baldanzoso satiro, alla menade danzatrice. Il nome scelto dagli dei gli si addice alla perfezione: il bimbo bestiale dai tratti bizzarri, dotato di uno splendido sorriso, con semplicità e tenerezza conquista l’affetto di tutti. Il termine Pan (Πάν) è stato associato a πᾶν, che significa ‘tutto’ e l’etimologia del caso viene ripresa da mitografi e filosofi che riconosceranno in lui il ‘Tutto’, ravvisato nell’universo e nell’energia dinamica emanata dallo stesso.
Di Pan si è divulgata la notizia che sia ormai morto ma le notizie, si sa, sono da prendere con le pinze. Sappiamo quanto sia esteso il dominio delle fake news e quanto i passaparola sappiano arrivare al destinatario in significati opposti rispetto a quelli intesi dalla fonte. Avranno proprio gridato “Pan è morto!”, le voci che hanno sussurrato all’orecchio del marinaio Tamo la notizia della dipartita del dio, suscitando nei popoli della terra gemiti e lamenti? Se muore Pan, sparisce per sempre la vita semplice, la cura delle api, la musica dei boschi. Se il dio della natura scompare, si cancella la connessione della nostra anima alle altre anime… in Anima Mundi. Epiterse, viaggiatore a bordo della nave condotta dall’egiziano Tamo, avrà compreso bene il messaggio?
“«Tamo, quando raggiungerai Palodi, annuncia a tutti che il grande dio Pan è morto!» Così fece Tamo, e la notizia della morte di Pan fu accolta con gemiti e lamenti. (Plutarco, citazione da De defectu oraculorum)”
Ogni volta che un aspetto importante, armonia di note della nostra collettività, viene abbandonato e negletto in favore di elementi che ci distolgono dal contatto con la natura, Pan è morto. Nel buio però, ecco che il significato del suo essere Tutto germoglia e vivifica narrazioni differenti, storie che si fanno virali, grida che ci risvegliano e ci chiamano ad aprire gli occhi sullo scenario del possibile, sul paesaggio dipinto con tutto ciò che credevamo di aver dimenticato.
Ogni volta che resettiamo il sorriso di Pan, lo facciamo morire. Disturbandolo, invece, attiviamo il paradosso, poiché ne sentiamo il grido che suscita il panico tra le genti e lo ritroviamo.
Rispettandolo consapevolmente, con la coscienza che ne sa tenere a freno anche gli eccessi, possiamo accogliere in noi tutte le cose piccole che lui ci dona: la poesia delle foglie nell’ascolto del bosco, la sinfonia del ricongiungimento all’essenza, lo zufolare che scandisce il tempo nelle nostre orecchie.
Da un mio breve saggio dedicato a Pan, nel testo Alpes Ed., 2022, sul tema pandemia.
Valeria Bianchi Mian
