Un percorso creato dalle psicoterapeute
Valeria Bianchi Mian e Valentina Marra.
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Abbiamo varcato la soglia del colore nero per addentrarci nelle tonalità più cupe. Andiamo a incontrare echi della tredicesima carta arcana e scopriamo…

Il nero in autunno-inverno
Nel periodo che va da fine settembre a fine ottobre i negozi si vestono a festa in nero e arancione. Mentre quest’ultimo colore si apparenta alla vegetazione autunnale, ai frutti e alle verdure di stagione, il nero ci richiama alla mente la notte di Ognissanti, l’evento che ci vedrà ancora una volta partecipi di quel passaggio tra la vita e la morte che nelle culture anglosassoni si chiama Halloween e per gli appassionati di mitologie e leggende celtiche porta il nome di Samhain.
Nero è un colore perfetto per le notti autunnali, per il transito simbolico che accompagna un Sol stanco verso l’ultimo sonno prima della ripresa, prima del momento noto come Invictus, evento che decreta l’inizio dell’inverno.
Il nero ci richiama alla mente l’idea della prima congiunzione alchemica, poiché l’opera ermetica non ne comprende una soltanto, di congiunzioni, ma una per ogni fase. L’incontro tra gli opposti avviene proprio in nigredo e possiamo ritrovarla nell’immagine del matrimonio tra Ade e Persefone.
Per sei lunghi mesi, Core, la bella figlia di Demetra, sarà Regina degli Inferi. Poi potrà tornare a correre nei prati all’inizio della primavera.
La meditazione del nero come Memento Mori (in Carpe Diem)
«La meditazione della morte è alternativa alla rimozione della morte.»
(Claudio Widmann)
Rimuovere la morte o esaltarla? Spettacolarizzare non è la soluzione alla fine che ci accomuna tutti. La ridondante eco della Nera Signora che si ripercuote nella nostra contemporaneità oscilla tra fascinazione della stessa e rifiuto.
È possibile una via diversa per fare i conti con la Morte attraverso la coscienza della nigredo?
Gli alchimisti conoscevano il segreto del regicidio, ed è lo stesso “morire” che il nostro Io deve accettare se vogliamo crescere. Ogni rinuncia, ogni sacrificio dell’Io è una piccola morte consapevole.
Negli Arcani Maggiori, la Morte, tredicesimo arcano, non porta nome, forse perché potrebbe assumere quello di chiunque tra noi, e ci chiama alla trasformazione: è albero in inverno che cela le sue gemme come spunti per la bella stagione. Lei è taglio di Atropo, la sorella definitiva tra le tre Parche.
Lei è falce nel campo.
Un incontro necessario.
Ombra di donna
L’Ombra del femminile è una risorsa importante. La conoscenza autentica della Luna nera nel paesaggio psichico ci apre alla creatività profonda. Nella nostra psiche, alle vette mariane, alla bianca colomba alchemica, alla dea più luminosa del Pantheon si associano l’oscura Ecate, l’orientale Kālī, Afrodite delle tombe – Epitimbria.
Una e trina, l’immagine della Luna e della Terra oscura si riflettono nel mondo interno, uno spazio che è alto e basso, un ambiente che nasce, cresce, invecchia, muore e ritorna alla nascita. Tutto ciò avviene anche in noi donne, nel rapporto tra il principio femminile e maschile che si incontrano nello spazio interiore.
Secondo Jung, il maschile e il femminile sono elementi psichici presenti in ogni essere umano, uomo o donna che sia, in modo variabile e personale.
Anima e Animus sono i mediatori psichici che si relazionano in noi e creano quell’unico essere completo, androgino, che siamo.
Entrambi si riflettono in base al loro grado di evoluzione nelle nostre relazioni reali. “Quantità variabile” non è un modo di dire, valutando come per molte donne di oggi i valori dell’Animus siano diventati predominanti a dispetto della personalità femminile cosciente, per poi scoprire che dall’inconscio le voci abbandonate, i ruoli ritenuti meno vincenti, le debolezze e le tenerezze, le brutture e le bestialità delle dee si alzano in ogni individuo e chiedono riscatto a livello collettivo. Nota: in Voci di donna – il complesso intreccio tra Psicologia e Femminismo, AA.VV., Edizioni Underground?, 2020
Pietre e fiori neri per i nostri versi terapeutici
Il nero ha le sue proprie pietre e fiori, le sue gemme e i suoi elementi naturali, le poesie adatte a cantarlo.
I fiori neri (o quasi) non sono frequenti in natura. Sono, in genere, il risultato di attente selezioni. Per nero si intende, naturalmente, una tonalità scura che può essere all’origine più che altro un viola, un rosso, eccetera.
Il tulipano nero, ad esempio, è stato selezionato dai botanici ma oggi si comporta autonomamente, riproducendosi proprio come una nuova specie.
Le gemme nere più caratteristiche sono la tormalina nera, il quarzo affumicato, l’ossidiana, che è un vetro vulcanico in disposizione caotica, lo zircone e l’onice.
Tra gli elementi naturali c’è il carbone (o carbon fossile) che è un combustibile o roccia sedimentaria estratto da miniere sotterranee o a cielo aperto, oppure prodotto artificialmente.
E in poesia nera? Il colore nero ritorna nei versi di moltissimi autori, nella poesia classica, moderna e contemporanea. Peschiamo nel nero due elementi, uno dei quali ci offre un’immagine fiabesca e terapeutica: «Inventai il colore delle vocali!» – scrive Arthur Rimbaud:
«A nera, E bianca, I rossa, O blu, U verde. Regolai la forma e il movimento di ogni consonante, e, con ritmi istintivi, mi lusingai d’inventare un verbo poetico accessibile, un giorno o l’altro, a tutti i sensi.»
CURIOSITÀ: Pochi giorni fa Valeria Bianchi Mian ha condotto un corso di “poesia nera” c/o la Scuola di Poesia PoesiaPresente a Monza. Bellissimo!
BIBLIOTECA:
- 1. Astrologia e psicoterapia. Il viaggio interiore tra archetipi e simboli con Ficino, Jung e Hillman – Valentina Marra – Libro – Alpes Italia – Koris Kronou | IBS https://share.google/XlFCaudCntjmxAhoV
- 2. Oracolo della Luna – Valeria Bianchi Mian – Vivida https://share.google/lLKZykPmhsafKJsU2
E adesso prova anche tu a dare versi al nero.
Praticare il nero
- Per accogliere il buio
Spegni la luce e sdraiati sul letto. Respira senza fretta nel buio. Osserva l’ambiente, lascia che il nero si diradi lasiando apparire le linee della stanza. e che il mondo a te noto, la tua stanza, ti accolga. Sei presenza. Respira con lentezza. Ora soffermati su un oggetto che conosci bene eppure non vedi perfettamente perché non è illuminato. Ma tu sai qual è l’oggetto e ti fidi di questa consapevolezza. È la stessa relazione che puoi instaurare con le immagini del tuo inconscio, con il tuo stesso inconscio. La fiducia non ha sempre bisogno di vederci chiaro.
- Per giocare con i colori nel buio
Chiudi gli occhi e osserva come nel buio dietro le palpebre emergono luci e ricordi. Segui le luci e godi dei giochi che avvengono spontaneamente nella tua memoria, una danza tra i pensieri e le idee. Respira, accogli e osserva senza giudicare ciò che il buio ti regala.
- Per scoprire i messaggi del nero
Una tazza di tè nero, un pennello, un foglio bianco intonso. Intingi il pennello nel tè e lascia che la mano vada dove vuole, creando tracce sul foglio e parole assurde, schizzi e lettere. Riempi tutto il foglio di segni. Prendi un pennarello nero e seguendo le linee che hai creato definisci una figura, poi un’altra… riconosci le forme e ripassa gli elementi che man mano si lasciano scoprire. Aggiungi la tua firma.
