UN GIRO DI CARTE CON GIORDANO BERTI

La prima volta che l’ho incontrato sono rimasta piacevolmente colpita dalla sua vastissima cultura, dalla conoscenza che questo storico dell’arte appassionato di simbologia ha costruito negli anni intrecciando alla via esperienziale la capacità di raccontare storie.

Giordano Berti sa donare anche ai profani la sensazione di poter toccare con mano la bellezza. Ho potuto ammirare i mazzi che compongono la sua nutrita collezione di Tarocchi e carte in una domenica di ottobre di qualche anno fa, quando sono stata ospite della Cascina dei Frutti Ritrovati, sulle colline delle Langhe. Quel pomeriggio è stato un viaggio nel Tempo; sono stata coinvolta in una avventura lunga sei secoli. Ero andata a trovare Giordano Berti insieme all’amica Marianna Massimello, filosofa e traduttrice di opere psicoanalitiche (tra le quali il Libro Rosso di Carl Gustav Jung) e proprio in quella occasione ho apprezzato le narrazioni simboliche di Giordano, mentre mazzi di carte di corte e di taverna, i più antichi e preziosi che avessi mai potuto toccare con mano, facevano capolino di fronte ai miei occhi. La mia passione per gli arcani maggiori e minori era già nata e cresciuta anche grazie agli scritti dello stesso Giordano, ai saggi e agli articoli nei quali svelava una realtà che per il mio percorso esistenziale e professionale era  argomento chiave, tematica vitale. Insieme a lui ho potuto conoscere anche Letizia Rivetti, compagna di Giordano, art designer e curatrice di eventi culturali. In coppia con lei, lo storico italiano dei Tarocchi aveva già avviato un meraviglioso progetto intitolato Rinascimento – Italian Style Art, finalizzato alla produzione e divulgazione di carte da gioco d’epoca, Trionfi preziosi come quelli che, molti anni dopo e poco prima dell’epoca Coronavirus, saremmo andati a presentare nella magica Villa Althea nei pressi di Alba, dove veniva inaugurata la Vigna degli Arcani con gli Antichi Tarocchi di Vergnano dipinti da un amico della titolare e fissati ai pali della vigna.

In quell’occasione una nota musicista, Simona Colonna, ha cantato una ballata da lei musicata sulle rime scritte da Giordano anche con il mio contributo, La Canzone del Tarocco Matto. Si può vedere quella performance su YouTube: https://youtu.be/0hhXr4q8Tcc.

Dopo la presentazione, un breve momento di Tarotdramma condotto da me ha coinvolto una quindicina di partecipanti in un gioco corale nato dalle suggestioni della serata.

La competenza di Giordano Berti non avrebbe bisogno di essere sottolineata ma per chi non lo conoscesse perché non avvezzo al mondo dei Trionfi e della loro simbologia, dirò quelle che ritengo le notizie principali da tenere a mente: ha lavorato per anni con la Casa Editrice Scarabeo, curando e producendo centinaia di mazzi di carte; ha scritto decine di libri, da solo e in compagnia di autori della levatura di, tra gli altri, Andrea Vitali, testi su tematiche iconografiche ed esoteriche, tra i quali il bellissimo Storia della stregoneria. Origini, credenze, persecuzioni e rinascita nel mondo che sto leggendo in questo periodo (Mondadori, 2007), Storia della Divinazione (Mondadori, 2005), oltre ad un autentico capolavoro: I mondi ultraterreni (Mondadori, 1998). Giordano ha inoltre collaborato alla redazione di tre enciclopedie sui Tarocchi, la Carte da divinazione e le Carte da gioco. Ha organizzato mostre ed esposizioni in Italia e in Europa, tra le quali la stupenda Tarocchi: arte e magia alla corte degli Estensi, assieme a Vitali (Castello di Ferrara, 1987) e Tarocchi. Dal Rinascimento a oggi (Museo Ettore Fico di Torino, 2017).

Dunque posso cominciare con il chiedergli, poiché il mio focus anche nel sito di Tarotdramma è il gioco di gruppo e in gruppo, come vede lui, Giordano Berti, questo aspetto del ludus triomphorum et puerorum nella storia, tra corti e taverne? Cosa ci dice del gioco?

Giordano Berti

Partiamo col dire che c’è gioco e gioco. Anche i Tarocchi, essendo nati come gioco di società, vanno incasellati in diverse categorie secondo l’uso che ne viene fatto. Tendenzialmente, i Tarocchi sono un gioco di competizione, dove la sfida è nei confronti di uno o più avversari, ognuno dei quali si appoggia alla propria abilità intellettuale, vale a dire la strategia e la memoria. Tuttavia, anche nei Tarocchi svolge un ruolo fondamentale Fortuna, perché se non ottieni buone carte è probabile che tu venga sconfitto. Dunque, pur non essendo un gioco d’azzardo nel senso stretto della parola, si può dire che è un gioco misto. Sappiamo che nelle corti si giocava a Tarocchi anche in modo completamente diverso; per esempio, dopo la distribuzione, ogni giocatore attribuiva ad un altro una delle proprie carte e doveva giustificare questa attribuzione recitando brevi poesie inventate sul momento.

Tarotdramma

Se noi psicologi diciamo ‘gioco’ subito arriva alla nostra mente l’area transazionale di Donald Winnicott. Il gioco serve per creare mondi nello spazio tra me e l’altro. Il gioco dà il La a un tracciato esperienziale, è un’ipotesi di vita che nello spazio sacro, sospeso, liminale, potenziale tra l’Io e l’Altro… avviene e si forma dinamicamente. Giordano, in base alla sua esperienza, come vede questo tema nei Tarocchi lungo i secoli?

Giordano Berti

Non conosco Winnicott, ma conosco bene Johan Huizinga e il suo Homo Ludens, così come Jean Piaget e il suo saggio La formazione del simbolo nel bambino. Sono due opere molto diverse, ma entrambe aiutano a capire da un lato la nascita del gioco come funzione e finzione necessaria allo sviluppo intellettuale del bambino, e dall’altro il ruolo sociale del gioco a partire dalla prima infanzia, per arrivare ad affermare che tutte le attività umane sono intessute di gioco. La vita è un gioco fatto di prima di tutto di imitazioni, poi di finzioni, di maschere, di apparenze, di strategie e così via. In questo senso il gioco dei Tarocchi è esemplare perché ci pone di fronte a una serie di personaggi che rappresentano diverse personalità e diverse condizioni umane, e al tempo stesso ci pone di fronte a valori etici, come le Virtù platoniche ad alcuni momenti cruciali dell’esistenza, come la Morte. Va detto anche che nelle pratiche cosiddette divinatorie i Tarocchi diventano strumento per un confronto con il prossimo, oltre che con se stessi e con realtà esistenziali che sono ancora in embrione o che sono proiezioni di desideri o paure.

Tarotdramma

Tu, per la tua esperienza, come vedi questo tema nei Tarocchi lungo i secoli?

Giordano Berti

Non è una domanda a cui si possa rispondere in due parole. Personalmente dei Tarocchi mi attrae ogni passaggio storico. Mi piace indagare su come e dove nacquero. Mi intriga l’aspetto artistico, voglio dire, quei meravigliosi mazzi creati da grandi pittori per i signori del Quattrocento, dove ogni carta era dipinta a tempera e rivestita con foglie d’oro finemente lavorate. Vado in cerca dei modi in cui i Tarocchi diventarono uno strumento di satira, evolvendo nei giochi poetici ai quali ho accennato, giochi ai quali partecipavano anche esponenti del clero. Mi incuriosiscono e mi inquietano certe pratiche portate alla luce durante gli interrogatori del Sant’Uffizio; per esempio, l’uso della carta del Diavolo per compiere riti di magia nera. Poi, c’è tutta la vicenda dei Tarocchi utilizzati come strumento di divinazione e come manuale di iniziazione a conoscenze metafisiche, come la cabala e l’alchimia. Le mie indagini vanno in queste direzioni, ma non solo. Oltre che alle elucubrazioni esoteriche di questo o quel pensatore mi sono interessato anche alle più recenti applicazioni artistiche e letterarie. Insomma, i Tarocchi sono nella Top Five degli argomenti che prediligo. 

Tarotdramma

Fantastico il riferimento ai discorsi dell’Inquisizione relativamente al Diavolo! E quali sono gli altri argomenti della tua Top Five? Gli altri Quattro, intendo? 

Giordano Berti

Stregoneria, angelologia, tartufi, calligrafia. Aspetta aspetta… prima della calligrafia c’è il vino.

Tarotdramma

Ancora una domanda. Homo Ludens me lo hai fatto conoscere tu. È un saggio bellissimo, ed io mi ritrovo in questo filo rosso dell’evoluzione. Dalla corte alla taverna, dalla piazza di paese al web: i Tarocchi non sono mai spariti. Piccole tracce, minuzie preziose per l’educazione dell’anima.

Giordano Berti

Come ho già detto i Tarocchi, in quanto gioco complesso, educano prima di tutto la mente. Tuttavia è assolutamente vero che nei Tarocchi si trova la traccia di un percorso spirituale che avvicina la mente a una dimensione ancor più elevata… una sorta di viaggio dantesco che ogni persona può affrontare, sollevandosi dalle condizioni umane grazie all’esercizio delle virtù, per poi affrontare i propri demoni interiori e finalmente riveder le Stelle, la Luna e il Sole fino a percepire la bellezza del Mondo e dell’intera creazione.

Tarotdramma

Qual è tra tutte la tua carta preferita? Ti dico la mia: la Forza (XI).

Giordano Berti

Sinceramente non saprei quale carta preferisco. Le amo tutte ad eccezione della XVI; quella caduta m’inquieta in modo particolare.

Tarotdramma

Posso sapere perché non ami la Torre, o Maison Dieu che dir si voglia? Per me quella dice che il caffè è pronto, che il dado è tratto, che l’insight arriva a tempo debito.

Giordano Berti

Quindi, se qualcuno ti chiede che strada scegliere ed esce il XVI, tu gli dici che il caffè é pronto? Sottilissima metafora!

Tarotdramma

Possiamo dire evviva di fronte alle novità in arrivo. A proposito, hai qualche novità da raccontarci?

Giordano Berti

Potrei farti un elenco lunghissimo di idee che attendono di concretizzarsi. Sento che fremono, in un cassetto della mia mente, ma devo trattenerle… devo essere pragmatico. Quando sento che è arrivato il momento giusto, ne prendo fuori una e me ne prendo cura, in ogni dettaglio, dal contenuto interiore al vestito esteriore. Ora sta per andare in stampa un magnifico Tarocco milanese pubblicato nel corso dell’Ottocento. Ma come sai, non mi basta pubblicare 78 figurine, benché splendide! Dietro quelle immagini c’è un intreccio di storie personali e collettive. Ecco perché ho deciso di allegare a quel mazzo un libretto che racconta la storia dei Tarocchi milanesi dalle loro origini aristocratiche per arrivare ai mazzi popolari dell’Ottocento, alcuni dei quali sono di una bellezza straordinaria, come quello che sto per pubblicare.

Tarotdramma

Come mai hai deciso di pubblicare un Tarocco milanese? Te lo chiedo con una certa emozione, perché io sono ‘milanese di Milano’, come si suol dire, ma abito a Torino da più di vent’anni.

Giordano Berti

Perché la tradizione milanese è fondamentale per capire l’evoluzione dei Tarocchi, almeno dal punto di vista iconografico. Fu proprio a Milano che i soldati francesi appresero questo gioco e lo portarono in Francia agl’inizi del Cinquecento, cosicché possiamo affermare con certezza, prove alla mano, che il Tarocco cosiddetto di Marsiglia ha le sue radici a Milano.

Tarotdramma

In chiusura, puoi dire due parole sulla tua Casa Editrice?

Giordano Berti

Beh… in realtà Rinascimento non è una Casa Editrice ma è un progetto culturale che sto portando avanti assieme a Letizia Rivetti. Il nostro obiettivo è esaltare la bellezza in ogni suo aspetto perché la bellezza è una necessità umana. Il nome che abbiamo scelto, Rinascimento, non allude solo a una straordinaria stagione artistica e culturale dominata dalla ricerca delle bellezza assoluta, ma anche e soprattutto si riferisce alla bellezza quale mezzo di elevazione intellettuale e spirituale. Letizia ed io ci vantiamo di produrre i Tarocchi più raffinati e lussuosi al mondo e in questo lavoro di ricerca e di produzione siamo sostenuti da importanti istituzioni, come l’Accademia delle Scienze di Torino e il British Museum di Londra. Ma questo progetto riserverà altre bellissime sorprese.

Tarotdramma

Grazie caro Giordano. E speriamo di poterci rivedere dal vivo per un’altra serata insieme, magari proprio a Villa Althea.

Valeria Bianchi Mian

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