STELLE D’AGOSTO | GLI ARCANI IN NOI

San Lorenzo, un momento amico degli astri che danzano insieme ai desideri, gli stessi che a livello etimologico evocano i barlumi stellari.

[i miei piccoli arcani]

Ed eccoci qui, il naso puntato al cielo, il sogno a occhi aperti che va alla ricerca delle luci trapassate e di quelle che potrebbero accendersi. Ne ho parlato su OUBLIETTE MAGAZINE qualche anno fa:

Lei illumina la connessione tra il desiderio profondo, l’inconscio terracqueo, e la possibilità di realizzazione del sogno che rappresenta: raccoglie una Stella Marina per appenderla nel firmamento.

Ricordo mia madre da giovane, quando teneramente cantava per me “Stella stellina stammi vicina”, ed è vero che ognuno di noi ha almeno una Stella custode che lo accompagna fin dall’infanzia: è decisamente Vega la mia preferita. A lei ho dedicato questi versi:

La costellazione della Lira/ nel vento fresco della sera/ suonando musica leggera/ la sua stessa Regina mira/ che tra le altre è Stella e sposa./ è Vega, sorella luminosa/ che sfila nel cielo da maggio/ a settembre. Il bianco raggio/ che fu Polare appariscente/ e sarà (ma non è al presente)/ nuovamente l’ambasciatrice./ Sono venticinque anni luce/ di fascinosa brillantezza/ di algida e preziosa bellezza./ Fra tredicimila e settecento/ anni – se il cielo non sarà spento –/ lei del Nord tornerà sovrana/ del futuro, Vega lontana.” 

Stella. Sostantivo femminile. Corpo celeste dotato di luce propria. Stella sorella tra le Pleiadi, barlume di coscienza e desiderio.

Desiderio, si sa, etimologicamente richiama la distanza dall’oggetto bramato, dal luogo ambito. Non potremmo desiderare, se già possedessimo tutto ciò che vogliamo.

Un grappolo di Stelle crea la tua costellazione, la speciale traccia che si intreccia lassù in cielo, anni luce che brillano qui e ora. Quale lume ti guida, te lo sei mai chiesto?

“Mi domando se le Stelle sono illuminate perché ognuno possa un giorno trovare la sua.” – Antoine de Saint-Exupéry

Nella Lama numero diciassette dei Tarocchi di Marsiglia c’è anche un piccolo uccello nero che se ne sta appollaiato sull’albero in osservazione. È un punto di vista alternativo sulla questione della nudità che ricorda la Nuda Veritas di klimtiana memoria?

Ci vuole sempre un occhio esterno per confermare un punto di vista individuale, d’altronde.

Le Stelle sono le Dive della notte, sono ballerine e attrici di uno scenario creato per meravigliare tutti noi senza toglierci la parola di bocca o l’idea dalla mente. Il loro scopo è accordarci al barlume della coscienza recuperato a fatica da un errante Eremita che ha incontrato la Senza Nome ed è finito a casa del Diavolo, per poi tornare a rivedere loro, le Stelle, dopo la Torre.

A guardarle da quaggiù, le luci dei pianeti, le scintille del fato, le sorelle Pleiadi, l’Orsa, Orione, tutte le Stelle che amiamo sembrano brillanti, eppure, chissà, ad anni luce di distanza alcune tra le più luminose potrebbero già essere morte – ma a noi non importa, se ancora le ammiriamo.

La Stella ci regala la conoscenza delle acque. Lo fa in modo diverso rispetto alla Temperanza, abile mescolatrice. Lei dona. Si dona. Lei non ha bisogno di nessuno per sentirsi in pace con se stessa e ha un esistenza autonoma, intatta; è Una-in-sé-stessa, si rigenera per partenogenesi. Ci accompagna quando ritroviamo la pace nella riflessione, diviene balsamo dei Saggi dopo il cammino compiuto fino al Qui e Ora: d’altronde, ci vuole un bel bagno purificante per riprendersi dopo una caduta dalla Torre.

Avvolta soltanto dal paesaggio, lei è la natura primigenia nuda, della quale al contempo è parte. Vergine nel senso antico del termine, contempla assonanze tra i principi opposti e dona brocche colme di se stessa al fiume, ottenendone in cambio il beneficio del cielo e della terra. Lei somiglia, così la posso immaginare, alla stessa ragazza che balla sul Mondo ma è la sua abluzione che conta adesso.

La purificazione avviene prima della danza sacra, prima del quaternio che si concretizzerà nella ventunesima carta alla fine del giro composto da ventidue misteri. Il suo corpo si specchia in quello della sposa Sulamith nel Cantico dei Cantici, è l’anima umana pura che fa dire allo sposo: “Son venuto nel mio giardino, sorella mia, sposa, e raccolgo la mia mirra e il mio balsamo; mangio il mio favo e il mio miele, bevo il mio vino e il mio latte. Mangiate, amici, bevete; inebriatevi, o cari.” (Cap. 5) E ancora: “Giardino chiuso tu sei, sorella mia, sposa, giardino chiuso, fontana sigillata.” (Cap. 4).

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Che questo mese sia per te stellato e cosciente. Ti anticipo tre novità.

  1. Il corso ANIMALI DI SAGGEZZA che condurrò insieme a Giordano Berti. Ecco, inserisco qui sotto la locandina. Puoi cominciare a scrivere via mail o WhatsApp, se intendi partecipare.
  2. CORPO ARCANO – vedi tra gli articoli precedenti – si terrà a gennaio. Presto indicazioni sulle nuove date. Il CORSO BASE di Tarotdramma® partirà invece a settembre 2027, quindi per un anno saltiamo. Ti spiego perché: sto formando nuovi facilitatori e tarotdrammatisti. Il Base è un percorso impegnativo, meraviglioso, e richiede tutta la nostra attenzione – mia e dei docenti. Per qualche mese ci concentreremo sui corsi di breve durata.
  3. I LAB MENSILI ricominciano a settembre. Diamo il via con IL SOLE E LA LUNA IN NOI, un incontro di Tarot Poetry – cura poetica arcana. La data? Non prendere impegni per il 22 settembre.

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